Progetti

I DETTAGLI FANNO LA DIFFERENZA

Il progetto nasce dal lavoro di confronto e analisi condotto da associazioni che, grazie all'attività dei volontari, dispongono di “antenne” per captare le esigenze emergenti nel tessuto sociale locale.

Obiettivo generale del progetto è favorire l'avvicinamento al lavoro di persone che in questo momento risultano tagliate fuori dal mondo produttivo, attraverso laboratori per l’inclusione sociale e lavorativa di soggetti fragili.

Si tratta di persone in condizioni di fragilità lavorativa, che faticano a trovare impiego e si rivolgono agli Sportelli pubblici e privati che si occupano di accesso al lavoro.

Con questo progetto si vuole:

• Coinvolgere i beneficiari in attività pratiche, dimostrando “sul campo” la loro capacità di stare in un contesto di lavoro

• Creare contesti nei quali i beneficiari si esercitino in compiti pratici semplici, ma che richiedono attenzione verso i dettagli, così da acquisire/rafforzare la capacità di prendersi cura delle proprie azioni e dei loro effetti

• Rendere evidenti ai beneficiari i vantaggi legati all'acquisizione, allo sviluppo e alla dimostrazione di competenze fondamentali per stare sul posto di lavoro

• Coinvolgere i volontari durante la realizzazione delle attività pratiche, creando una relazione di supporto favorita dalla condivisione di attività concrete, mentre il solo dialogo faccia-a-faccia può risultare fonte di imbarazzo.

WE.CA.RE. - SPERIMENTAZIONE DI AZIONI INNOVATIVE DI WELFARE TERRITORIALE

“Da soli possiamo fare così poco; insieme possiamo fare così tanto” (Helen Keller)

Il progetto WE.CA.RE. parte proprio dall'idea di collaborazione tra enti e associazioni del territorio. Esso è promosso dal CISS di Borgomanero, dalla Cooperativa Il Ponte e dalla Cooperativa Vedogiovane.

Il progetto prevede la creazione di una Rete Territoriale di Cooperative Sociali, che implica la riqualificazione o la costruzione ex-novo in aree dove non sono presenti Cooperative sociali, per offrire una gamma differenziata di chances occupazionali alle diverse tipologie di destinatari svantaggiati.

Un altro obiettivo importantissimo di questo progetto è quello di costruire connessioni tra profit e no profit per creare le premesse culturali necessarie affinché le aziende superino la scarsa fiducia e i pregiudizi sul mondo della cooperazione. 

Con questo progetto, inoltre, è stata introdotta la figura di un educatore professionale che diventa il punto di riferimento del network di imprese sociali territoriali, costituisce l’elemento di collegamento tra ENTE PUBBLICO – PRIVATO SOCIALE (Cooperative)  - PROFIT, accompagna i destinatari del progetto (persone disabili, persone fragili incapaci di affrontare da sole la società) nel loro inserimento prima in Cooperativa poi nelle aziende ed è un punto di riferimento per queste ultime.

Appartamento multietnico solidale di accoglienza e integrazione

Da sempre la Cooperativa Il Ponte è accanto alle persone più emarginate, in particolare le persone con disabilità, ma attenta alle evoluzioni dei bisogni sociali emergenti, anche alle persone con fragilità sociale, ai giovani in attesa di prima occupazione, agli over cinquanta che hanno perso il lavoro.

Oggi si aggiunge la nuova emergenza sociale riguardante i migranti, che a seguito del loro arrivo in Italia, molto spesso sono lasciati in un limbo senza poter esprimere, in un’occupazione lavorativa, le proprie ambizioni e speranze.

Il progetto prevede l’accoglienza in un alloggio situato all’interno della struttura e il tirocinio professionalizzante presso la Cooperativa Sociale Il Ponte, per l’integrazione e l’inclusione sociale di persone migranti con status di rifugiato o con permesso di soggiorno.

Con il sostegno di: Fondazione Cariplo

Obiettivo lavoro

Il lavoro di persone socialmente svantaggiate va considerato una risorsa che può produrre una consistente serie di “esternalità positive” che vanno a favore delle comunità locali in termini di aumento della sicurezza e della coesione sociale, della qualità della vita e, non da ultimo, risparmio di risorse pubbliche.

La percezione di base errata è che il lavoratore con disabilità sia un freno all’attività profit, irrimediabilmente meno produttivo degli altri. Al contrario, l’esperienza dimostra che, se adeguatamente formati e ben inseriti, i lavoratori con disagio possono prepararsi ad affrontare contesti aziendali nei quali la produttività rappresenta elemento e occasione di crescita professionale ed economica per tutti.

Il progetto è studiato per la formazione sociale professionale ed educativa e la preparazione in ambiente protetto per l’inserimento nel mercato del lavoro di:

  • PERSONE CON DISABILITÀ
  • PERSONE CON INVALIDITÀ E ABILITÀ LAVORATIVE RIDOTTE
  • PERSONE SOCIALMENTE FRAGILI CHE FATICANO AD INSERIRSI NELLA SOCIETÀ E A MANTENERE STABILITÀ NEL MONDO DEL LAVORO
  • PERSONE SOCIALMENTE SVANTAGGIATE
  • GIOVANI SOTTO I 29 ANNI INOCCUPATI E/O IN ATTESA DI PRIMA OCCUPAZIONE
  • ADULTI OVER 50 SENZA LAVORO E SENZA PROSPETTIVE OCCUPAZIONALI
  • MIGRANTI CON STATUS DI RIFUGIATO O PERMESSO DI SOGGIORNO PER MOTIVI UMANITARI

Welfare territoriale solidale

Il progetto mira a costruire percorsi di welfare territoriale, con il coinvolgimento dei Servizi Socio Assistenziali, delle Cooperative  di  tipo “B”,  delle Associazioni di Promozione  Sociale e delle Aziende profit, per rispondere alle esigenze concrete del territorio con formule innovative che sviluppino la collaborazione reciproca, necessaria a un’efficace e coordinata azione per creare nuove occasioni in ambito occupazionale rivolta a persone socialmente svantaggiate.

Le aree di interazione sono:

- la collaborazione tra impresa sociale no-profit e imprese profit

- l’incontro tra la domanda del lavoratore disagiato e l’offerta delle imprese

- il tirocinio attuato in cooperative tramite l’inserimento mirato

- la preparazione delle aziende che dovranno accoglierlo e l’accompagnamento del lavoratore nella sua definitiva allocazione

- la supervisione degli enti gestori e delle amministrazioni locali